Emilia-Romagna · Errore medico e malasanità
Errore nei farmaci a Bologna: quando la terapia può configurare una responsabilità
Un errore nella terapia farmacologica può nascere in molti passaggi diversi del percorso di cura: nella scelta del principio attivo, nel calcolo del dosaggio, nella mancata verifica delle interazioni tra medicinali già assunti dalla persona, oppure nel momento della somministrazione in reparto o a domicilio. Quando da uno di questi passaggi deriva un danno alla salute, può porsi la questione se vi sia stata una condotta non conforme alle regole di diligenza e prudenza attese dagli operatori e dalla struttura sanitaria.
Questa pagina offre un'informazione generale e divulgativa a chi, a Bologna e in provincia, si interroga su un possibile errore nei farmaci. Non costituisce un parere legale né un giudizio medico sul singolo caso: ogni situazione andrebbe esaminata nel merito, sulla base della documentazione clinica, da professionisti indipendenti. La piattaforma errore-medico.it, di Evo Sistemi, raccoglie le richieste e le indirizza ad avvocati e medici legali che operano in autonomia.
Che cos'è e quando può esserci responsabilità
Con "errore nei farmaci" si indica una vasta gamma di eventi: la prescrizione di un medicinale non indicato per quella condizione, un dosaggio errato per eccesso o difetto, la somministrazione del farmaco sbagliato o per una via non corretta, la mancata valutazione delle interazioni con altre terapie in corso, oppure una riconciliazione terapeutica incompleta nei passaggi tra reparti, dimissione e cure territoriali. In presenza di allergie note o controindicazioni non considerate, il rischio di danno può aumentare. Perché possa profilarsi una responsabilità non è sufficiente che si sia verificato un evento avverso: occorrerebbe valutare se la condotta si sia discostata dalle buone pratiche e dalle linee guida applicabili, e se da tale scostamento sia derivato un danno concreto. La Legge 24/2017 (cosiddetta Gelli-Bianco) delinea un doppio binario: la struttura sanitaria risponde in via contrattuale, con un termine di prescrizione ordinariamente decennale, mentre il singolo professionista risponde di norma a titolo extracontrattuale, con termine ordinariamente quinquennale. L'articolo 2236 del codice civile può rilevare quando la prestazione implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà. Rientra nel quadro anche il rispetto del consenso informato, disciplinato dalla Legge 219/2017, quando l'informazione sui rischi e sulle alternative della terapia risulti carente. Si tratta comunque di valutazioni tecniche che vanno condotte caso per caso.
Il contesto sanitario di Bologna e provincia
La rete sanitaria pubblica del territorio bolognese è articolata su più enti. L'assistenza ospedaliera e territoriale fa capo principalmente all'Azienda USL di Bologna, che gestisce presìdi come l'Ospedale Maggiore e l'Ospedale Bellaria nel capoluogo, oltre a strutture distribuite nella provincia, ad esempio a Bentivoglio, Budrio, Vergato e Loiano. Il polo universitario è rappresentato dall'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – Policlinico di Sant'Orsola, sede della Facoltà di Medicina dell'Alma Mater Studiorum. L'area imolese fa invece riferimento all'Azienda USL di Imola. Accanto agli enti pubblici operano anche case di cura private accreditate. Queste strutture sono citate unicamente come contesto territoriale, in modo neutro e senza alcun riferimento a specifici episodi o a valutazioni sulla qualità dell'assistenza. La presenza di ospedali con elevati volumi di attività, di reparti ad alta specializzazione e di percorsi che coinvolgono più operatori nella gestione della terapia rende utile, in caso di dubbio su un possibile errore farmacologico, ricostruire con precisione l'intera catena della prescrizione e della somministrazione attraverso la documentazione clinica.
Come far valutare un caso a Bologna
Il primo passo utile è di norma raccogliere e conservare la documentazione sanitaria: cartella clinica, schede di terapia, lettere di dimissione, prescrizioni, referti e ogni elemento che consenta di ricostruire quali farmaci siano stati indicati, in quali dosi e con quali modalità di somministrazione. La cartella clinica può essere richiesta alla struttura che ha erogato le cure. Su questa base, un medico legale può esprimere una valutazione tecnica preliminare sulla conformità della condotta e sull'eventuale nesso tra l'errore ipotizzato e il danno lamentato; l'avvocato può inquadrare gli aspetti giuridici. Nell'ambito della responsabilità sanitaria, la Legge 24/2017 prevede come possibile condizione di procedibilità l'accertamento tecnico preventivo ai sensi dell'articolo 8, in alternativa alla mediazione, prima dell'eventuale causa. In sede giudiziale, l'accertamento tecnico è spesso affidato a una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) di natura medico-legale. Per i procedimenti che riguardano il territorio possono venire in rilievo il Tribunale di Bologna e la Corte d'Appello di Bologna, fermo restando che la competenza territoriale va sempre verificata in concreto, in base ai criteri di legge e alle circostanze del singolo caso. Attraverso errore-medico.it è possibile trasmettere una prima descrizione della vicenda, che verrà indirizzata a professionisti indipendenti per una valutazione.
Tempi e prescrizione
I termini entro cui è possibile agire dipendono dall'inquadramento della responsabilità. Verso la struttura sanitaria, sul piano contrattuale, il termine di prescrizione è ordinariamente decennale; nei confronti del singolo professionista, quando la responsabilità è extracontrattuale, il termine è di norma quinquennale. Un aspetto rilevante, specie negli errori farmacologici, è che la prescrizione non decorre necessariamente dal momento della somministrazione, bensì da quando il danno e la sua possibile origine siano divenuti ragionevolmente conoscibili dalla persona interessata: alcuni effetti di una terapia errata o di un'interazione non valutata possono manifestarsi a distanza di tempo. Poiché il calcolo dei termini richiede una valutazione tecnica e può variare in funzione delle circostanze, è opportuno non rinviare l'esame della propria situazione. Anche l'eventuale svolgimento di un accertamento tecnico preventivo o di una mediazione, quali condizioni di procedibilità, incide sui tempi complessivi del percorso. Un confronto tempestivo con un avvocato e un medico legale indipendenti consente di verificare, caso per caso, quali termini si applichino e da quale momento decorrano.
Domande frequenti — Errore nei farmaci a Bologna
Che cosa si intende per errore nella terapia farmacologica?
Rientrano in questa categoria situazioni come la prescrizione di un farmaco non indicato, un dosaggio errato, la somministrazione del medicinale sbagliato o per via non corretta, la mancata valutazione delle interazioni tra terapie e una riconciliazione terapeutica incompleta nei passaggi di cura. Se da uno di questi eventi deriva un danno, può porsi la questione della responsabilità, da valutare nel merito.
Un evento avverso da farmaco significa automaticamente che c'è responsabilità?
No. La comparsa di un effetto avverso non implica di per sé una responsabilità. Occorrerebbe valutare, sulla base della documentazione clinica e delle linee guida applicabili, se la condotta si sia discostata dalle buone pratiche e se da tale scostamento sia derivato un danno. Si tratta di un accertamento tecnico che va condotto caso per caso.
Quali documenti servono per far esaminare un possibile errore nei farmaci?
In genere sono utili la cartella clinica, le schede di terapia, le prescrizioni, le lettere di dimissione e i referti, che permettono di ricostruire quali farmaci siano stati indicati, in quali dosi e con quali modalità. La cartella clinica può essere richiesta alla struttura che ha erogato le cure.
Entro quanto tempo è possibile agire?
I termini dipendono dall'inquadramento: ordinariamente decennale verso la struttura sul piano contrattuale, di norma quinquennale verso il singolo professionista in ambito extracontrattuale. La prescrizione decorre dalla conoscibilità del danno e della sua origine. Poiché il calcolo varia caso per caso, è opportuno un confronto tempestivo con professionisti indipendenti.
A chi si rivolge errore-medico.it e quale foro riguarda un caso a Bologna?
errore-medico.it è una piattaforma di Evo Sistemi che raccoglie le richieste e le indirizza ad avvocati e medici legali indipendenti per una valutazione. Per il territorio possono venire in rilievo il Tribunale di Bologna e la Corte d'Appello di Bologna, ma la competenza territoriale va sempre verificata in concreto per il singolo caso.
Altri ambiti a Bologna
Vedi anche: malasanità a Bologna · errore nei farmaci (guida generale) · come funziona
Fonti: ISTAT; Ministero della Salute; Azienda USL di Bologna; Azienda USL di Imola; IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna; normativa L.24/2017 e L.219/2017. Aggiornamento luglio 2026.
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