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Lombardia · Errore medico e malasanità

Errore odontoiatrico a Milano: quando valutare un caso

Un trattamento odontoiatrico che non produce il risultato atteso non significa, di per sé, che vi sia stato un errore. Impianti, protesi, cure canalari e interventi di chirurgia orale comportano margini di incertezza e possibili complicanze anche quando la prestazione è eseguita correttamente. In alcuni casi, però, un danno può derivare da una condotta non conforme alle regole tecniche o da carenze nell'informazione e nella pianificazione della cura: in queste ipotesi può esserci spazio per una valutazione di responsabilità.

Questa pagina offre un orientamento generale, non una consulenza legale o medica. Errore Medico è una piattaforma di Evo Sistemi che raccoglie le richieste e le smista ad avvocati e medici legali indipendenti, i quali valutano ciascuna situazione in modo autonomo. Le informazioni che seguono riguardano il contesto di Milano e della sua città metropolitana e vanno sempre riferite al caso concreto, che può essere esaminato soltanto sulla base della documentazione clinica.

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Che cos'è un errore odontoiatrico e quando può esserci responsabilità

Con l'espressione errore odontoiatrico si indicano, in senso ampio, le situazioni in cui un danno alla salute del paziente potrebbe collegarsi a una condotta non conforme alle buone pratiche cliniche. Gli ambiti in cui più spesso emergono contestazioni sono l'implantologia (posizionamento non corretto degli impianti, lesioni a strutture nervose come il nervo alveolare inferiore, perimplantiti non gestite), la protesi (manufatti incongrui, mancata integrazione, problemi occlusali), l'endodonzia (cure canalari incomplete, strumenti fratturati nel canale, perforazioni) e la chirurgia orale (estrazioni complicate, lesioni ai tessuti, complicanze non tempestivamente riconosciute). In ognuno di questi casi occorre distinguere fra una complicanza prevedibile e correttamente gestita e un possibile scostamento dalle regole tecniche.

Un profilo particolarmente rilevante è quello del consenso informato e del piano di cura. La legge n. 219 del 2017 richiede che il paziente riceva un'informazione chiara e comprensibile su diagnosi, alternative terapeutiche, benefici attesi e rischi, così da poter aderire consapevolmente al trattamento. In ambito odontoiatrico questo si traduce anche in un piano di cura e in un preventivo dettagliati: la mancata o carente informazione può assumere rilievo autonomo, a prescindere dalla corretta esecuzione tecnica della prestazione.

Sul piano dell'inquadramento giuridico va tenuta presente una particolarità dell'odontoiatria: si tratta spesso di attività svolta in regime libero-professionale e ambulatoriale, con un rapporto contrattuale diretto fra paziente e professionista. In queste situazioni il professionista può rispondere in via contrattuale del proprio operato, secondo i principi generali dell'obbligazione professionale. Resta comunque applicabile, nel suo complesso, il quadro delineato dalla legge n. 24 del 2017 (cosiddetta Gelli-Bianco) in materia di responsabilità sanitaria. L'accertamento di un'eventuale responsabilità presuppone la verifica di una condotta non conforme, di un danno e del nesso di causa fra i due elementi, tema che richiede quasi sempre una valutazione medico-legale.

Il contesto di Milano e città metropolitana

La Città metropolitana di Milano conta circa 3.245.459 abitanti (dato ISTAT 2024) distribuiti in 133 comuni, ed è caratterizzata da un'elevata concentrazione di studi e ambulatori odontoiatrici. Sul territorio operano la rete pubblica dell'ASST e dell'ATS della Città Metropolitana di Milano e, in misura molto significativa, il regime privato, che rappresenta una parte rilevante dell'assistenza odontoiatrica.

Proprio perché gran parte delle prestazioni odontoiatriche è resa in ambito libero-professionale e ambulatoriale, il rapporto fra paziente e professionista assume spesso natura contrattuale diretta. Questo elemento può incidere sull'impostazione di un'eventuale richiesta e sulle valutazioni da compiere caso per caso, senza che se ne possano trarre conclusioni generali valide per ogni situazione.

Sul piano dei riferimenti giudiziari, per le controversie che riguardano il territorio milanese vengono in considerazione il Tribunale di Milano e, per l'eventuale grado di appello, la Corte d'Appello di Milano. La competenza va comunque verificata caso per caso in base agli elementi concreti. In questa sede non vengono indicati studi o strutture sanitarie: il riferimento al territorio ha una funzione esclusivamente di contesto.

Come far valutare un caso a Milano

Il primo passo utile è raccogliere e ordinare la documentazione clinica. In ambito odontoiatrico assumono particolare importanza le radiografie e le indagini per immagini (ortopantomografie, radiografie endorali, eventuali TC cone beam), il piano di cura, i preventivi, le fatture, il modulo di consenso informato e ogni annotazione relativa alle prestazioni eseguite. Anche eventuale documentazione fotografica e la corrispondenza con il professionista possono risultare rilevanti. Una documentazione completa consente una valutazione più solida e riduce le incertezze.

Sulla base di questi elementi, un medico legale può esaminare se la condotta sia stata conforme alle regole tecniche e se sussista un nesso di causa fra l'operato contestato e il danno lamentato, mentre l'avvocato può valutare i profili giuridici e le possibili iniziative. Fra gli strumenti previsti dall'ordinamento in materia di responsabilità sanitaria vi sono l'accertamento tecnico preventivo con finalità conciliativa (art. 8 della legge n. 24 del 2017) e la mediazione, che rappresentano condizioni di procedibilità della domanda in questa materia; nel giudizio, l'accertamento può avvalersi di una consulenza tecnica d'ufficio (CTU).

Errore Medico raccoglie la richiesta e la trasmette a professionisti indipendenti, che valutano il caso in piena autonomia. Non viene fornita alcuna anticipazione sull'esito, che dipende dagli elementi concreti e dalla documentazione disponibile. Le informazioni qui riportate hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un legale o di un medico legale sul singolo caso.

Tempi e prescrizione

I tempi entro cui è possibile agire dipendono dalla natura del rapporto e dai profili giuridici concreti. In linea generale, nell'attività libero-professionale, quando il rapporto fra paziente e professionista ha natura contrattuale, i termini di prescrizione seguono le regole proprie della responsabilità di tipo contrattuale; in altre configurazioni possono venire in rilievo termini diversi. La qualificazione va effettuata caso per caso.

Un aspetto importante riguarda il momento da cui il termine inizia a decorrere. Secondo un principio consolidato, la decorrenza è legata alla conoscibilità del danno e della sua possibile riconducibilità alla condotta sanitaria: in alcuni casi il danno o la sua origine possono manifestarsi o diventare comprensibili a distanza di tempo dal trattamento. Proprio per questo è opportuno non rinviare la valutazione e sottoporre la propria situazione a un professionista quanto prima, così da verificare i termini applicabili prima che maturino eventuali decadenze o prescrizioni.

Domande frequenti — Errore odontoiatrico a Milano

Un impianto o una protesi che non funziona significa che c'è stato un errore?

Non necessariamente. Un esito insoddisfacente può derivare anche da complicanze prevedibili e correttamente gestite. Per capire se vi siano profili di responsabilità occorre una valutazione medico-legale sulla documentazione clinica, che verifichi la conformità della condotta alle regole tecniche e l'eventuale nesso di causa con il danno.

Che ruolo ha il consenso informato in odontoiatria?

La legge n. 219 del 2017 richiede un'informazione chiara su diagnosi, alternative, benefici e rischi, così che il paziente possa aderire consapevolmente alla cura. In odontoiatria questo si collega anche al piano di cura e al preventivo. Una carenza informativa può avere rilievo autonomo, indipendentemente dalla corretta esecuzione tecnica.

Quale documentazione conviene raccogliere?

È utile reperire radiografie e indagini per immagini, piano di cura, preventivi, fatture, modulo di consenso informato, eventuale documentazione fotografica e la corrispondenza con il professionista. Una documentazione completa permette una valutazione più solida della situazione.

Cambia qualcosa se la cura è stata eseguita in uno studio privato?

L'odontoiatria è spesso svolta in regime libero-professionale e ambulatoriale, con un rapporto contrattuale diretto fra paziente e professionista. In tali casi il professionista può rispondere in via contrattuale. Resta comunque applicabile il quadro della legge n. 24 del 2017. La qualificazione va fatta caso per caso.

A quale tribunale ci si riferisce per un caso a Milano?

Per le controversie relative al territorio milanese vengono in considerazione il Tribunale di Milano e, in appello, la Corte d'Appello di Milano. La competenza va comunque verificata caso per caso in base agli elementi concreti della vicenda.

Entro quanto tempo è possibile agire?

I termini dipendono dalla natura del rapporto e dai profili giuridici del caso; nell'attività libero-professionale possono seguire le regole della responsabilità contrattuale. La decorrenza è legata alla conoscibilità del danno e della sua possibile origine. È opportuno non attendere e far verificare i termini applicabili quanto prima.

Altri ambiti a Milano

Vedi anche: malasanità a Milano · errore odontoiatrico (guida generale) · come funziona

Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Gelli-Bianco); Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (consenso e informazione); Codice civile in materia di responsabilità e prescrizione; art. 8 L. 24/2017 (ATP a fini conciliativi) e normativa sulla mediazione; ISTAT, popolazione Città metropolitana di Milano (2024); ASST/ATS Città Metropolitana di Milano. Informazioni a carattere generale, non sostitutive di consulenza legale o medico-legale; ogni caso va valutato sulla documentazione clinica.

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