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Umbria · Errore medico e malasanità

Errore chirurgico a Perugia: quando può esserci responsabilità e come far valutare il tuo caso

Un intervento chirurgico è sempre un momento delicato, e quando l'esito non corrisponde alle attese è comprensibile chiedersi se qualcosa sia andato come non avrebbe dovuto. A Perugia e nei 59 comuni della provincia – un territorio di circa 636.000 abitanti servito da una rete ospedaliera che nel 2023 contava 11 strutture di ricovero e oltre 2.200 posti letto – ogni anno vengono eseguiti numerosi interventi, dalla piccola chirurgia ambulatoriale alla chirurgia complessa dei poli di alta specializzazione. Nella grande maggioranza dei casi il percorso di cura è corretto; ma quando emerge il dubbio di un errore chirurgico è utile capire, con calma e senza allarmismi, come funziona la valutazione di un eventuale caso.

Questa pagina offre informazioni generali, non un parere sul caso concreto: ogni situazione va esaminata singolarmente, sulla base della documentazione clinica e con l'ausilio di una valutazione medico-legale. Errore Medico è un servizio di Evo Sistemi, società che raccoglie le richieste e le trasmette ad avvocati e medici legali abilitati e indipendenti, i quali soli possono esprimere un giudizio qualificato. L'obiettivo qui è aiutarti a orientarti: capire che cos'è un errore chirurgico, dove si colloca il tema nel contesto sanitario perugino, quali passi consente la legge e quali termini vanno tenuti presenti.

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Che cos'è un errore chirurgico e quando può esserci responsabilità

Con "errore chirurgico" si indica, in senso ampio, uno scostamento dalle regole di condotta professionale (le cosiddette leges artis e le buone pratiche clinico-assistenziali) che può verificarsi nelle diverse fasi dell'atto operatorio: la valutazione dell'indicazione all'intervento, la fase pre-operatoria e il consenso informato, l'esecuzione tecnica, la gestione post-operatoria e il follow-up. Non ogni esito sfavorevole, tuttavia, dipende da un errore: la medicina conosce complicanze e rischi che possono presentarsi anche a fronte di una condotta pienamente corretta. Per questo la valutazione non si ferma mai al risultato, ma esamina se la prestazione sia stata resa con la diligenza, la prudenza e la perizia dovute.

La responsabilità sanitaria in Italia è oggi regolata soprattutto dalla Legge 8 marzo 2017, n. 24 (cosiddetta legge Gelli-Bianco), che ha delineato un cosiddetto doppio binario: la struttura sanitaria risponde di norma su base contrattuale (art. 1218 c.c.), mentre il medico dipendente risponde, salvo diversa obbligazione assunta, su base extracontrattuale (art. 2043 c.c.). Rileva inoltre l'art. 2236 c.c. quando la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, così come il rispetto del consenso informato, la cui mancanza o inadeguatezza può assumere autonomo rilievo. Perché possa sussistere responsabilità occorre in ogni caso accertare, caso per caso, sia una condotta non conforme agli standard sia il nesso di causalità tra tale condotta e il danno lamentato: elementi che vanno sempre verificati con un'analisi tecnica e non possono essere presunti.

Dove possono verificarsi a Perugia e in provincia: il contesto territoriale

L'attività chirurgica in provincia di Perugia si svolge in una rete articolata di presìdi pubblici e di case di cura private accreditate. Il principale polo pubblico è l'Azienda Ospedaliera di Perugia – Ospedale Santa Maria della Misericordia, policlinico universitario con circa 787 posti letto e sede di numerose specialità chirurgiche di riferimento regionale. Sul territorio operano inoltre altri poli ospedalieri pubblici, tra cui quelli di Foligno, Città di Castello (Alto Tevere), Gubbio-Gualdo Tadino e Spoleto, oltre alle case di cura private accreditate presenti nell'area di Perugia e di Foligno. L'assistenza è organizzata attraverso due aziende territoriali, la USL Umbria 1 (che copre l'area centro-nord e ovest) e la USL Umbria 2 (distretti di Foligno, Spoleto e della Valnerina).

È importante sottolineare che il richiamo a queste strutture ha una funzione puramente di contesto: esse rappresentano il tessuto sanitario del territorio e la loro citazione non implica in alcun modo l'attribuzione di errori o responsabilità. Un caso di sospetto errore chirurgico può, in astratto, riguardare qualunque contesto di cura, pubblico o privato, e va sempre valutato in concreto sulla base della specifica documentazione clinica, indipendentemente dalla struttura coinvolta.

Come far valutare un caso di errore chirurgico a Perugia

Il primo passo, concreto e alla portata di chiunque, è la raccolta della documentazione: il paziente ha diritto di accedere alla propria cartella clinica e a copia degli esami, dei referti operatori e della documentazione di ricovero, richiedendoli alla struttura presso cui è stato eseguito l'intervento. Su questa base può essere svolta una valutazione medico-legale, cioè l'analisi da parte di un medico legale (spesso affiancato da uno specialista della disciplina interessata) volta a stabilire se vi siano elementi che facciano ipotizzare una condotta non conforme agli standard e, soprattutto, un nesso di causalità con il danno. Questo tipo di consulenza è il cuore tecnico di ogni valutazione, perché il giudizio sulla responsabilità sanitaria è per sua natura tecnico prima ancora che giuridico.

Sul piano procedurale, la legge Gelli-Bianco prevede che, prima di un'eventuale causa civile, si esperisca un tentativo obbligatorio: in alternativa, l'accertamento tecnico preventivo con finalità conciliativa ex art. 8 della L. 24/2017 (ricorso ai sensi dell'art. 696-bis c.p.c.) oppure la mediazione. Si tratta di una condizione di procedibilità della domanda risarcitoria. Quanto al giudice territorialmente competente, la provincia di Perugia è ripartita tra il Tribunale di Perugia (che comprende, tra gli altri, Perugia, Assisi, Città di Castello e Gubbio) e il Tribunale di Spoleto (che comprende Foligno, Spoleto, Todi e Norcia), con la Corte d'Appello di Perugia quale ufficio di secondo grado; l'individuazione del foro va comunque sempre verificata caso per caso. Attraverso Errore Medico è possibile trasmettere la propria richiesta affinché venga esaminata da avvocati e medici legali indipendenti, senza che ciò comporti alcuna anticipazione di giudizio sul merito.

Tempi e prescrizione: perché è utile non attendere

Il diritto al risarcimento non è esercitabile senza limiti di tempo: è soggetto a prescrizione. In linea generale, l'azione nei confronti della struttura sanitaria, di natura contrattuale, si prescrive in circa dieci anni, mentre l'azione nei confronti del medico, quando di natura extracontrattuale, si prescrive in circa cinque anni. La decorrenza di questi termini, però, non coincide sempre con la data dell'intervento: secondo i principi elaborati dalla giurisprudenza, il termine può iniziare a decorrere dal momento in cui il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con l'ordinaria diligenza, conoscenza del danno e della sua possibile riconducibilità alla condotta sanitaria.

Poiché il calcolo esatto dipende da numerose variabili e va verificato caso per caso, è prudente non lasciar trascorrere il tempo: raccogliere per tempo la cartella clinica e sottoporre la vicenda a una valutazione qualificata consente di preservare la documentazione, di ricostruire con precisione i fatti mentre sono ancora recenti e di avere un quadro chiaro entro i termini utili.

Domande frequenti — Errore chirurgico a Perugia

Un esito negativo dopo un intervento a Perugia significa che c'è stato un errore chirurgico?

No, non necessariamente. Un risultato sfavorevole può derivare da complicanze o rischi propri dell'intervento, presenti anche a fronte di una condotta corretta. Stabilire se sia esistito un errore e se questo abbia causato il danno richiede sempre una valutazione medico-legale sulla documentazione del singolo caso.

Chi è responsabile in caso di errore chirurgico, l'ospedale o il chirurgo?

La legge Gelli-Bianco prevede un doppio binario: la struttura sanitaria risponde di norma su base contrattuale, mentre il medico dipendente risponde, salvo diverse ipotesi, su base extracontrattuale. L'individuazione dei soggetti e dei titoli di responsabilità va valutata caso per caso.

Come ottengo la cartella clinica di un intervento eseguito in un ospedale di Perugia?

Il paziente ha diritto di accedere alla propria cartella clinica e alla documentazione di ricovero facendone richiesta alla struttura presso cui è stato eseguito l'intervento, secondo le modalità indicate dalla stessa. La cartella è la base indispensabile per ogni valutazione tecnica.

Devo per forza fare causa per far valutare un caso di errore chirurgico?

No. Prima di un'eventuale causa civile, la legge prevede un tentativo obbligatorio in via alternativa: l'accertamento tecnico preventivo con finalità conciliativa ex art. 8 L. 24/2017 oppure la mediazione. Molte situazioni si esauriscono nella fase di valutazione preliminare, senza contenzioso.

Quale tribunale è competente per un caso a Perugia o in provincia?

Dipende dal territorio: la provincia è divisa tra il Tribunale di Perugia (che comprende, tra gli altri, Perugia, Assisi, Città di Castello e Gubbio) e il Tribunale di Spoleto (Foligno, Spoleto, Todi, Norcia), con la Corte d'Appello di Perugia in secondo grado. La competenza va sempre verificata nel caso concreto.

Entro quanto tempo posso far valutare un possibile errore chirurgico?

In linea generale i termini di prescrizione sono di circa dieci anni verso la struttura e circa cinque anni verso il medico, con decorrenza legata alla conoscibilità del danno. Poiché il calcolo va verificato caso per caso, è prudente attivarsi per tempo e non lasciar trascorrere i termini.

Altri ambiti a Perugia

Vedi anche: malasanità a Perugia · errore chirurgico (guida generale) · come funziona

Fonti: ISTAT, dati demografici provincia e comune di Perugia (2023-2024); Ministero della Salute, offerta ospedaliera e posti letto (2023); Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Gelli-Bianco); Codice civile (artt. 1218, 2043, 2236); Codice di procedura civile (art. 696-bis); Ministero della Giustizia, circoscrizioni giudiziarie (Tribunali di Perugia e Spoleto, Corte d'Appello di Perugia).

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