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Lazio · Errore medico e malasanità

Infezioni ospedaliere a Roma: quando valutare un caso di responsabilità sanitaria

Le infezioni correlate all'assistenza (ICA), spesso chiamate anche infezioni ospedaliere o nosocomiali, sono infezioni che una persona può contrarre nel corso di un ricovero, di un intervento chirurgico o di una prestazione sanitaria, e che non erano presenti né in incubazione al momento dell'accesso alla struttura. Non tutte le ICA sono di per sé indice di un errore: alcune possono verificarsi anche quando l'assistenza è stata condotta correttamente, perché legate alla fragilità del paziente, all'invasività delle procedure o alla presenza di microrganismi resistenti. In altri casi, invece, potrebbe emergere che la mancata applicazione dei protocolli di igiene e prevenzione abbia avuto un ruolo determinante.

Questa pagina offre un'informazione generale e orientativa, con riferimento al contesto di Roma e provincia; non costituisce consulenza legale né medica e non sostituisce il parere di un professionista sul singolo caso. L'obiettivo è aiutare chi sospetta un danno da infezione ospedaliera a comprendere in quali situazioni potrebbe avere senso far esaminare la documentazione clinica da un avvocato e da un medico legale indipendenti, quali sono i tempi da tenere presente e come si articola, in linea di massima, la valutazione di un possibile caso di responsabilità sanitaria.

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Che cos'è e quando può esserci responsabilità

Le ICA più frequenti comprendono, tra le altre, le infezioni del sito chirurgico, le infezioni delle vie urinarie associate a catetere, le polmoniti associate a ventilazione e le infezioni del sangue collegate a dispositivi vascolari. La complicanza più temuta è la sepsi, una risposta dell'organismo all'infezione che, se non riconosciuta e trattata tempestivamente, può evolvere in modo grave. La prevenzione si fonda su protocolli consolidati: igiene delle mani, corretta gestione dei dispositivi invasivi, profilassi antibiotica appropriata, sterilizzazione degli strumenti, sorveglianza delle infezioni e programmi di controllo. Una possibile responsabilità sanitaria potrebbe profilarsi quando si ipotizzi uno scostamento da queste buone pratiche e da tale scostamento sia derivato un danno. Il quadro di riferimento è la Legge 24/2017 (Gelli-Bianco), che delinea un doppio binario: la struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale, mentre il singolo esercente la professione sanitaria risponde di norma a titolo extracontrattuale. Rileva inoltre l'articolo 2236 del codice civile, che attiene ai casi di speciale difficoltà tecnica, e resta centrale il consenso informato disciplinato dalla Legge 219/2017. Solo una valutazione medico-legale del caso concreto potrebbe stabilire se l'infezione fosse ragionevolmente prevenibile e se sussista un nesso causale tra la condotta e il danno.

Il contesto sanitario di Roma e provincia

Roma e la sua provincia dispongono di una rete ospedaliera pubblica articolata. Tra le principali strutture pubbliche figurano, a titolo puramente informativo e senza alcun giudizio di merito, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I, il Policlinico Universitario Tor Vergata, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Andrea e l'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, oltre a presidi gestiti dalle aziende sanitarie locali come l'Ospedale San Filippo Neri e l'Ospedale Santo Spirito. Sul territorio operano le aziende sanitarie locali (ASL Roma 1, Roma 2, Roma 3 e le ASL della città metropolitana), cui competono anche funzioni di sorveglianza e controllo delle infezioni correlate all'assistenza. Questi riferimenti sono citati unicamente come contesto territoriale neutro e non implicano alcuna valutazione sulla qualità dell'assistenza erogata. Nella provincia di Roma sono presenti anche numerose case di cura private accreditate, qui indicate solo in forma aggregata. Per i procedimenti che dovessero eventualmente avviarsi, il foro competente è di regola individuato nel Tribunale di Roma, con la Corte d'Appello di Roma quale giudice di secondo grado; la competenza territoriale va però sempre verificata caso per caso, poiché dipende da elementi specifici della singola vicenda.

Come far valutare un caso a Roma

Il primo passo utile è di norma acquisire la documentazione clinica completa: cartella clinica del ricovero, referti degli esami colturali e microbiologici, verbali operatori, terapie somministrate e lettera di dimissione. La richiesta di copia della cartella si presenta alla struttura presso cui è avvenuto il ricovero. Su questa base, un medico legale e uno specialista potrebbero valutare se l'infezione fosse riconducibile a una carenza nei protocolli di prevenzione e se il danno lamentato sia in rapporto causale con la condotta assistenziale. La consulenza tecnica medico-legale (CTU) svolge un ruolo centrale, sia nella fase di valutazione preliminare sia in un eventuale giudizio. Prima di un'azione, l'ordinamento prevede in genere una fase preliminare: l'accertamento tecnico preventivo previsto dall'articolo 8 della Legge 24/2017 oppure, in alternativa, la mediazione, quali condizioni di procedibilità. Errore Medico è una piattaforma di Evo Sistemi che raccoglie la richiesta e la smista ad avvocati e medici legali indipendenti operanti nel territorio, senza fornire direttamente assistenza legale o medica: la valutazione del caso resta di competenza dei professionisti incaricati, che opereranno in autonomia.

Tempi e prescrizione

I termini entro cui è possibile agire dipendono dall'inquadramento della responsabilità. Nell'ipotesi di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, il termine di prescrizione è generalmente decennale; nell'ipotesi di responsabilità extracontrattuale del singolo professionista, il termine è di norma quinquennale. Un aspetto particolarmente rilevante per le infezioni ospedaliere riguarda il momento da cui la prescrizione inizia a decorrere: secondo l'orientamento consolidato, il termine decorre non necessariamente dal fatto in sé, ma dal momento in cui il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con l'ordinaria diligenza, consapevolezza del danno e della sua possibile riconducibilità alla condotta sanitaria. Questo profilo assume importanza quando le conseguenze di un'infezione si manifestano o vengono comprese a distanza di tempo dal ricovero. Data la delicatezza di questi termini e le possibili cause di interruzione o sospensione, potrebbe essere opportuno non attendere e far esaminare la propria posizione con ragionevole tempestività, così da non pregiudicare eventuali diritti. Anche in questo caso, l'esatta individuazione dei termini applicabili richiede l'analisi del caso concreto da parte di un professionista.

Domande frequenti — Infezioni ospedaliere a Roma

Ogni infezione contratta in ospedale è colpa della struttura?

No. Alcune infezioni correlate all'assistenza possono verificarsi anche a fronte di un'assistenza corretta, per la fragilità del paziente, l'invasività delle procedure o la presenza di microrganismi resistenti. Solo una valutazione medico-legale del singolo caso potrebbe stabilire se vi sia stato uno scostamento dai protocolli di prevenzione e se da esso sia derivato un danno.

Come si può dimostrare che l'infezione deriva da una carenza nei protocolli?

L'analisi si fonda sulla documentazione clinica (cartella, esami colturali, verbali operatori, terapie) e sulla valutazione di un medico legale e di uno specialista, che potrebbero esaminare l'aderenza alle buone pratiche di igiene e prevenzione e verificare la sussistenza di un nesso causale con il danno lamentato. La consulenza tecnica ha in questo un ruolo centrale.

Quali documenti servono per far valutare un caso a Roma?

In genere sono utili la cartella clinica completa del ricovero, i referti degli esami microbiologici e colturali, i verbali operatori, le terapie somministrate e la lettera di dimissione. La copia della cartella si richiede alla struttura presso cui è avvenuto il ricovero.

Entro quanto tempo è possibile agire?

I termini dipendono dall'inquadramento: in via generale decennale per la responsabilità contrattuale della struttura e quinquennale per quella extracontrattuale del singolo professionista. Per le infezioni la prescrizione decorre di regola dal momento in cui si è avuta, o si sarebbe potuta avere, consapevolezza del danno e della sua possibile origine. L'esatta individuazione dei termini richiede l'esame del caso concreto.

Che cos'è Errore Medico e quale ruolo ha?

Errore Medico è una piattaforma di Evo Sistemi che raccoglie la richiesta e la smista ad avvocati e medici legali indipendenti che operano sul territorio. Non fornisce direttamente consulenza legale o medica: la valutazione e l'eventuale assistenza restano di competenza dei professionisti incaricati, che operano in piena autonomia.

Altri ambiti a Roma

Vedi anche: malasanità a Roma · infezioni ospedaliere (guida generale) · come funziona

Fonti: ISTAT; Ministero della Salute; normativa L.24/2017 e L.219/2017. Aggiornamento luglio 2026.

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